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Fratello Sole, Sorella Luna: 800 anni di Francesco

di Maria Francesca Migliori

La mostra Fratello Sole, Sorella Luna: 800 anni di Francesco intende celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco (4 ottobre 1226 - 4 ottobre 2026), ripercorrendo alcune tra le fasi più significative del percorso umano e spirituale del patrono d’Italia, tramite alcuni tra gli esemplari più belli e più rappresentativi presenti nell’immenso patrimonio bibliografico della Biblioteca Casanatense.
Il percorso espositivo, allestito sulla parte esterna del primo lato lungo del Salone Monumentale, per un totale di 9 bacheche, è stato ripartito in cinque sezioni: 1. Vita; 2. Stimmate e parallelo con Cristo; 3. Regola e Testamento; 4. Francesco autore; 5. Fortuna. Ciascuna sezione narra le vicende del Santo con l’ausilio di manoscritti (14 esemplari), incunaboli e libri antichi a stampa (21 esemplari) ed incisioni (24 esemplari).

 

Particolarmente documentato è l’episodio delle stimmate: il culmine indiscusso del parallelo tra Cristo e Francesco definito, da subito, l’Alter Christus. Si va dalla xilografia di primissimo ‘500 di Albrecht Dürer (20.B.II.141.31), in cui i raggi luminosi di Cristo Crocifisso colpiscono il corpo di Francesco in estasi,

e l’incisione cinquecentesca tratta da un dipinto di Tiziano (20.B.I.78.56), in cui troviamo anche l’amico di sempre (Frate Leone, il quale assiste al prodigio), all’immensità del creato, tanto amato dal Santo, dell’incisione di Egidius Sadeler (20.B.I.90.300), in cui l’uomo si fa piccolo-piccolo di fronte alla grandiosità di una natura straordinariamente immensa.

Questa suggestiva tematica viene interamente ripresa nel volume di primo ‘600 realizzato con la tecnica pop-up (AA.I.3), in cui troviamo un’originalissima descrizione iconografica del monte della Verna in Toscana. Francesco, ancora completamente uniformato a Cristo nella vita e nella morte, tematica centrale del Liber Conformitatum di Bartolomeo da Rinonico in un’edizione del 1590 (CC.V.II), è raffigurato sul frontespizio dell’opera mentre segue Cristo, entrambi caricati del fardello della croce.

La Regola ed il Testamento del Santo sono parte integrante della terza sezione della mostra, nella quale è particolarmente degno di nota lo straordinario manoscritto con segnatura Ms.5240 del XIV secolo, dal titolo Regula fratrum minorum sub seraphico padre Francisco militantium, con miniatura a piena pagina raffigurante, anche in questo caso, Francesco che riceve le stimmate direttamente da Cristo Crocifisso. Qui si passa dal bianco e nero, tipico delle incisioni, alla policromia della miniatura, con un’alternarsi di colori vivi come il verde della natura, l’azzurro del cielo, il marrone del saio del Santo, il rosso della cornice e delle ali di Cristo-Serafino e decorazioni realizzate in foglia d’oro, improntate ad una sobrietà inconsueta.

Questi elementi ritornano anche nelle meravigliose miniature del manoscritto della Legenda Major (Ms.168) del XIV secolo, recante l’immagine di Francesco a mezzo busto su sfondo azzurro e dorato, con dietro il lupo all’interno del capolettera ornato “a” di apparauit e del Libro d’ore (Ms.245) con l’immagine del Santo a figura intera all’interno di una delicatissima cornice lineare in oro, circondata da eleganti motivi floreali in blu, rosso, verde e oro.

Dalle illustrazioni e dalle opere che trattano del Santo come: Legenda Aurea, Legenda Major e Minor, Fioretti, si passa al testo francescano per eccellenza: Il Cantico delle Creature (in questo caso in un’edizione illustrata del 1926), primo testo in volgare italiano, in cui Francesco loda infinitamente Dio ed invita a gioire del sole, della luna, del vento e persino di Sorella Morte perché, anche essa, come tutti gli altri, è stata creata dal Padre Celeste per l’uomo.

Il percorso espositivo si conclude con cinque esemplari della Divina Commedia di Dante, di cui quattro aperti sulla carta iniziale del canto XI del Paradiso, in cui San Tommaso d’Aquino, rivolgendosi a Dante e a Beatrice, prende la parola e pronuncia il celebre elogio di San Francesco, paragonandolo ad un Sole che fin dal suo sorgere ha irradiato il mondo, e della sua città natale, Assisi, nel cuore dell’Umbria, da lui considerata 'un nuovo Oriente'. Del quinto esemplare del poema dantesco (VOL.INC.730) si espone l’incipit con l’incontro tra Dante e Virgilio, incorniciato in una monumentale architettura classicheggiante con colonne marmoree, su alto podio policromo, e capitello richiamante lo stile ionico contaminato dal corinzio. In basso è Dante che ascolta Virgilio, dal caratteristico incarnato grigiastro, alla presenza delle tre fiere: la lonza, il leone e la lupa.

Il percorso bibliografico viene ulteriormente abbellito ed impreziosito dall’esposizione di dieci grandi fotografie in bianco e nero realizzate tutte dal nostro fotografo, Giovanni De Angelis, lungo le “Vie di Francesco”.