Creature dell’Immaginario in Casanatense

di Massimiliano Albanese

 

Creature dell’immaginario nell’illustrazione libraria.

Dal libro antico al fantasy moderno.

16 giugno – 18 settembre 2026

Le creature dell’immaginario abitano da secoli le pagine dei libri. La mostra nasce da un’ampia selezione di 88 volumi conservati nei fondi della Biblioteca: manoscritti, incunaboli, libri antichi a stampa e alcune pubblicazioni giunte fino all’inizio del Novecento. Entro questo arco cronologico e materiale, le immagini esposte documentano la lunga fortuna figurativa di esseri fantastici, mostruosi e meravigliosi, seguendone la presenza in opere diverse per epoca, tecnica e destinazione. In questi libri, tali creature non compaiono soltanto come ornamenti curiosi o invenzioni fantastiche, ma come figure attraverso le quali l’uomo ha dato forma a ciò che sfugge alla vista ordinaria: il mito, il cielo, il soprannaturale, il male, la meraviglia della natura, il potere, la paura e il racconto morale.

La mostra propone dunque un percorso attraverso alcune di queste presenze figurate, seguendone le trasformazioni in diversi ambiti della cultura libraria. Il viaggio prende avvio dalla mitologia antica, grande serbatoio dell’immaginario occidentale, popolato da fauni, centauri, sirene, chimere, mostri marini, figure dell’Ade e creature soggette a metamorfosi.

Da questo primo nucleo si passa alle costellazioni, allo zodiaco e ai pianeti: molti personaggi e animali del mito furono infatti riconosciuti nelle figure del cielo, mentre gli antichi dèi pagani giunsero a impersonare, nell’immaginario astrologico, i pianeti che da loro prendono il nome. Il racconto mitico viene così proiettato nel firmamento e diventa segno, influsso, immagine del tempo e del destino.

Dal cielo astrologico il percorso conduce poi al cielo religioso e morale. Angeli, demoni, serpenti edenici, visioni apocalittiche, sabba e figure dell’Anticristo mostrano come l’illustrazione libraria abbia saputo rendere visibile il conflitto tra bene e male, salvezza e dannazione, ordine divino e sovvertimento demoniaco.

Accanto a questi nuclei si colloca la sezione su simboli e allegorie, dedicata a immagini nelle quali la creatura fantastica assume valore di segno, emblema o figura concettuale. Le profezie figurate dei Vaticinia de summis pontificibus, l’araldica, gli emblemi personali e le allegorie morali mostrano infatti come animali reali o immaginari potessero diventare strumenti di identificazione, ammonimento, celebrazione, legittimazione politica o interpretazione del destino.

Un’ulteriore sezione è dedicata alla presenza del meraviglioso nelle opere scientifiche, naturalistiche, mediche ed enciclopediche. Popoli mostruosi, basilischi, draghi, idre, mostri marini, mandragore antropomorfe, animali rari o deformi testimoniano un sapere nel quale osservazione, tradizione antica, autorità libresca e immaginazione convivono spesso entro i medesimi confini. Ciò che oggi
appare fantastico poteva allora essere accolto come possibile, tramandato come notizia autorevole o discusso come prodigio della natura.

Il percorso prosegue con gli animali e i personaggi delle favole, dei racconti morali e delle storie meravigliose: giganti, fate mostruose, animali astuti, creature lunari, viaggi fantastici e scene moralizzanti. Qui l’immaginario ritrova la sua dimensione più narrativa e giocosa, senza perdere il proprio valore conoscitivo: attraverso la favola, l’animale e la creatura fantastica diventano specchio dell’uomo, delle sue virtù e dei suoi vizi, della sua intelligenza e delle sue illusioni.

A chiudere la mostra è una sezione dedicata al fantasy moderno, con opere dell’artista contemporaneo Marco Sani. Si tratta di tavole originali, già utilizzate come illustrazioni librarie e oggi presentate nella loro autonomia grafica, spesso accanto ai volumi in cui tali lavori sono stati pubblicati in copertina. In queste opere riaffiora, con linguaggio nuovo, una lunga tradizione di creature fantastiche, mostri, ibridi e figure meravigliose: un immaginario che dai libri antichi giunge fino alle forme narrative e visive della contemporaneità.

L’esposizione invita dunque a osservare non solo le creature raffigurate, ma anche i modi in cui esse sono state pensate, trasmesse e trasformate dal libro. Ogni immagine è una soglia: apre su mondi remoti, tradizioni dotte e popolari, credenze, allegorie e forme del sapere che hanno popolato per secoli l’immaginazione europea. Guardare queste creature significa seguire, pagina dopo pagina, la lunga storia di ciò che gli uomini hanno temuto, desiderato e raccontato.